Cyberbullismo: finalmente creato il primo strumento per difendere te o i tuoi figli dalle minacce digitali

Metti fine alle violenze sul web. Da oggi puoi farlo in 4 semplicissime mosse.

Il web viene spesso considerato come un’opportunità o un mondo in cui è possibile coltivare le proprie passioni e i propri sogni, ma ci sono circostanze in cui il web costituisce una minaccia per persone più deboli o un mezzo per umiliare e distruggere la reputazione di qualcuno.

Infatti, è sempre più diffuso il fenomeno del cyberbullismo, proprio perché, a differenza della vita reale, il cyberbullo trova nel web il miglior nascondiglio per non lasciare tracce e, allo stesso tempo, ottenere maggiore considerazione e peso grazie agli strumenti di diffusione di massa delle sue “imprese”.

Secondo le ricerche del pubblicista Antonio Murzio, autore del saggio “Educati alla violenza” e secondo l’Osservatorio Nazionale adolescenza, in un’indagine che ha visto coinvolti 8.000 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni, il 28% è stato vittima di bullismo e l’8,5% di cyberbullismo. Le stime crescono, però, nella fascia compresa tra gli 11 e i 13 anni, in cui il 30% è stato vittima di bullismo e il 10% di cyberbullismo.

Il bullismo digitale, nonostante le stime, resta quello ha effetti psicologici non indifferenti o equiparabili agli insulti e alle violenze fisiche, grazie al dilagare delle informazioni e delle azioni volte a screditare le vittime di fronte ad un pubblico giudicante e alle volte senza filtri.

Quali sono le azioni più comuni del cyberbullo e perché le compie?

Generalmente, il bullismo è un fenomeno scaturito da egocentrismo, narcisismo, ma anche da frustrazione e invidia e il mezzo per nascondere al meglio se stessi o, al contrario, mettersi in risalto è quello di screditare una persona in particolare, sventolandola come una bandiera di derisione sui social.

Nei casi più comuni, si inviano messaggi su Whatsapp con immagini, video e insulti della persona. Oppure è molto comune creare gruppi su Facebook con il nome del soggetto bullizzato con larga condivisione di materiale indecente, hashtag dedicati, commenti aggressivi e pianificazione di atti violenti, vandalici o di scherzi poco piacevoli.

In tutto questo, la categoria considerata più a rischio è proprio quella delle ragazze (il 70%), che consapevolmente o inconsapevolmente si ritrovano sempre più spesso vittime di diffusione di materiale intimo.

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Quali sono gli strumenti contrastano il fenomeno? Sono efficaci?

È bene che l’informazione, le campagne di sensibilizzazione e l’educazione da parte delle famiglie facciano la loro parte, ma fino ad oggi, nonostante gli sforzi delle Istituzioni come Scuola e Forze dell’Ordine, nulla è stato nettamente di contrasto a determinati comportamenti lesivi che hanno condotto alla depressione, demoralizzazione, esclusione sociale o addirittura all’autolesionismo e al suicidio di moltissime vittime anche in Italia.

“Le parole fanno più male delle botte. Ciò che è accaduto a me non deve più succedere a nessuno

Questo è quanto affermato dalla liceale di Cesena, Carolina Picchio, che nel 2013 si tolse la vita a causa di un video diffuso sul web dai suoi coetanei.

Sarete contenti adesso maledetti bulli”

Le parole dell’amico del quindicenne di Bologna, suicida per essere stato vittima di bullismo e cyberbullismo.

“Ero fragile e depressa

Come non ricordarsi del caso di Tiziana Cantone, che a seguito di video hard diffusi sulla rete ha iniziato a non frequentare più luoghi pubblici e a soffrire di depressione, fino a togliersi la vita il 16 settembre 2016?

Questi, sono solo 3 esempi di “casi estremi” e vittime di cyberbullismo, ma i dati della ricerca dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza e di Skuola.net sono più spaventosi: in Italia il 59% delle vittime ha pensato all’ipotesi del suicidio almeno una volta.

E se esistesse uno strumento per contrastare gli aggressori digitali tuoi o di tuo figlio e per essere finalmente liberi dal bullismo e dalla violenza sul web?

Il vero vantaggio del web è che per ogni problema è possibile inventare una soluzione:

Legalizer è il Primo strumento ideale per certificare qualsiasi contenuto durante la navigazione o depositare un copyright in tempo reale.

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Perché?

Quando si è pensato di creare Legalizer, avevamo un grande obiettivo: non rendere aggirabili i contenuti pubblicati sul web, cioè fare in modo che anche in caso di eliminazione di post, commenti o messaggi, il tutto rimanesse salvato fedelmente su un database non modificabile. Infatti, la piattaforma viene sempre più spesso utilizzata o raccomandata da esperti legali.

 

Come?

Il come è semplicissimo: è necessario iscriversi gratuitamente (anche cliccando qui) alla piattaforma di Legalizer ed ottenere i crediti necessari per utilizzare il LegalBrowser, un Browser di navigazione internet (come Internet Explorer, Chrome, Safari o Firefox) che però ti consente di accedere ai siti in cui vi sono prove, di fotografarle nel loro stato attuale e certificare legalmente gli screenshot, che costituiranno la prova concreta e inconfutabile in sede di giudizio.

In poche parole, devi:

  1. Accedi alla tua area utente (dopo esserti iscritto) su www.legalizer.it;
  2. Clicca su SHOT THE WEB e utilizza internet con il LegalBrowser;
  3. Recati nella pagina dalla quale vuoi ricavare la tua prova;
  4. Fai uno screenshot certificato da poter utilizzare in sede di giudizio!

Dove?

In qualsiasi luogo, perché è nostro dovere morale far sì che nessuno soffra, che nessuno sia più vittima di soprusi e che la società inizi a comprendere che non si farà più silenzio di fronte alla violenza, senza paura e senza alcun rimpianto. I nostri gesti di oggi possono cambiare le vite – o addirittura salvarle, – di chi domani avrà bisogno del vostro coraggio e delle vostre storie.


Quando?

ORA! Perché se anche tu sei vittima di cyberbullismo non c’è più tempo da perdere! Iscriviti Subito su Legalizer e cambia tono a chi ha urlato contro di te.

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